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ACLI CHIVASSO

Il racconto di un percorso politico

Bella senza l’anima. Diciamocelo, che è pura come un giglio, ma non cede il passo di un millimetro alla realtà disastrosa del paese. Lei viene dalla destra sociale.
Entra nel berlusconismo, pur avendo partecipato alla svolta di Fiuggi. Se ne dimentica. E scrive un’altra storia con quel suo insospettabile accento burinoromanesco. Carriera prodigiosa in mezzo a tante schiappe. Presidente del Consiglio. Si monta la testa con la panna montata. Vuole l’Olimpo. Cade in frantumi come la statua di Nabucodonosor. Guida contromano. Non un’alleanza internazionale giusta. Le suggeriscono un diverso modo di comunicare, perché il suo racconto della politica si è fermato in Ciociaria.
Dopo la batosta referendaria continuare a prendersela con i magistrati e con i giovani è autolesionismo. Che fare? Come mostrarsi in pubblico? Confessare la realtà della situazione è come mettersi davanti allo specchio. La verità fa male. II paese è nelle mani
sempre più povere degli italiani. Foraggiare di continuo i patrioti costa troppo. Allora il rattoppo. Sora Mieloni racconta che va al mercato a comperare meloni, pomodori e carote. Così non perde l’immagine populista, che si è cucita addosso. Ci mostra la lista
della spesa. Sai che roba! Scendere in basso va bene.
Ma al popolo interessa di potere lui andare a fare la spesa senza dividerla con voi politici. E il ventre della Banda Mieloni è sempre pieno.

 

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