(fra) Chi è nato nel dopoguerra ha goduto di un nuovo assetto democratico, sia pure tenuto a guinzaglio dal sistema neocapitalistico. Quanto è stato importante come correttivo lo spirito antifascista, e la spinta della sinistra sindacati inclusi.
Perché il capitalismo propugna la diseguaglianza sociale, mentre la sinistra l’uguaglianza secondo giustizia. Prima gli ultimi.
Quindi in ogni tempo la sinistra, comunque la si nomini, ha alle spalle storia e idee a iosa da far vivere e da proporre. E invece sembra un gatto di marmo. Non ha neanche una forza propulsiva riformista.
Se storia e idee ci sono, mancano le persone a darle corpo. Io mi sarei aspettato qualche figura dalle file delle donne. Il loro cammino di emancipazione, che offre una lettura nuova al dogma dell’uguaglianza, dovrebbe tradursi in qualcosa di impensato. Non riduciamoci ai reduci della sinistra come Bindi o Bersani, belli e marginali. Né ricorriamo alle belle senza anima come la Salis. Sanno già tutto. Eppure non hanno saputo indirizzare il paese oltre il berlusconismo. Infatti tutto è bloccato.
La destra campeggia alla faccia dei cittadini in nome del proprio potere. La sinistra ci racconta, che cerca di mettersi d’accordo sul programma. Eppure basterebbe ragionare a partire dal principio dell’uguaglianza sociale. È questione di giustizia. Lo vogliono i cittadini. Perché non si segue questo percorso? Perché l’uguaglianza porta con sé tutta una serie di attenzioni e di passaggi, che la sinistra farfallona non saprebbe neanche ipotizzare. Pensate che distingue ancora diritti individuali e sociali. E allora la Banda Mieloni brinda ancora con il Tavernello, e si fa beffe dei disagi degli italiani. Prima la guerra. Ritorna a Itaca, sinistra!





