(fra) – Violenza mai. Però, quando il governo ha chiuso in modo immotivato il centro sociale di via Vanchiglia a Torino, solo uno stolto non ha pensato ad una reazione violenta. Il piccolo gruppo di antagonisti, non la maggior parte degli aderenti, avrebbe reagito alla provocazione. Mi dicono alcuni amici che abitano in zona, che il centro faceva un servizio utile per la popolazione. Se lo si è eliminato, si è fatto qualcosa di dissacrante, si è violato il buono che Dio mette nella nostra coscienza. Si è eliminato il grano con la zizzania. Errore strategico fatale. Forse Piantedosi era distratto dal nuovo amore?
Questo governo, non solo non ama il dissenso. Questo lo possiamo capire. Ma con la moltiplicazione dei decreti sicurezza ci vuole ingabbiare in uno stato di polizia. Il paese non soffre di insicurezza. È il governo che non è né carne, né pesce. Vedi come si barcamena tra Trump-Net-Europa-Ucraina. E queste oscillazioni generano incertezza. E moltiplicano le armi.
Quanto alla questione della Val di Susa, il progetto Tav è stato a suo tempo messo in discussione a livello politico, tecnico e popolare. A maggior ragione un governo populista dovrebbe tener conto del parere della popolazione locale. Non sembra sia stato così. E se ne
pagano le conseguenze. Chi ne approfitta sono i violenti. Certamente gli antagonisti, ma anche gli altri soggetti in campo. Soprattutto la politica, che oggi non ha una funzione mediatrice. Anzi, come negli anni del terrorismo, può cedere alla tentazione di servirsi della violenza, per imporre leggi speciali sotto forma di decreti sicurezza. Cosa pretendiamo da un governo, che vuole armarsi e che appoggia la guerra? Pretendiamo che mitighi la violenza, e che ci canti la pace? Non ha per niente la cultura della relazione, della solidarietà, del servizio. Anche la chiesa, che è prudente come una marmotta, incomincia a dissociarsi.





