(Ricordi di Fra Carlo)
Se la politica, la società, la chiesa tiravano i remi in barca, le Acli chivassesi sapevano eccome rivitalizzare i cadaveri, e in qualche caso dare la pastina ai prepotenti. Era il tempo del triumvirato Arturo-Beppе-Vinicio. Mai pensionati da bar o da scopone. Faccio
memoria di alcune loro imprese. La classe politica chivassese deprimente, e succube da Torino? E loro non si perdono d’animo. Organizzano degli incontri di sensibilizzazione sulla politica come bene comune.
Quando è stato necessario, hanno operato per promuovere a sindaco il candidato più salutare per Chivasso, senza mirare a benefici collaterali.
Hanno cercato di coinvolgere la società su questioni di fondo. La questione ecologica, moderando gli interessi politici e industriali nel mettere le mani su un territorio già saccheggiato. La marcia della pace, profetica come quella mostra fotografica sulla costruzione del muro divisorio da parte di Israele in Palestina. Ma anche la gestione dei corsi di informatica gratuiti, e per tutti.
Al fine di desiderare un mondo migliore, i nostri amici hanno, con qualche affanno, riscoperto un cristianesimo da vangelo, sicuramente laico, organizzando dibattiti aperti tra credenti e non.
All’insegna di un dialogo senza scomuniche, perché il mondo non si divide in buoni e cattivi. Messaggio di una attualità sconcertante.
La mia memoria è selettiva. Quante cose ho dimenticato! Però mi auguro di aver dato un senso dinamico a un passato, che ha lasciato dei segni positivi anche oggi. Infatti, quando apro la porta delle Acli, ecco Francesco, il volto nuovo del presente. Sta
portando una visione ancora rinnovata del paese, con stimoli e proposte vere. Gli auguro quella capacità, che i nostri amici avevano, di incarnare il bene comune per un mondo migliore.
Adesso potete andare in pensione, darvi le gite sul Po in pedalò, a far gara con Andrea. Chissà chi vince?





