RUBRICA DI FRA CARLO

Dogmatismo nichelista

Non solo il Vaticano, anche le nazioni più secolarizzate hanno i loro principi non negoziabili. Però, mentre le chiese hanno cancellato l’idea della guerra santa, in loro è spuntato il chiodo fisso bellico, ipocritamente attenuato dal fine che giustifica il mezzo.

MURI e/o CONTRO MURI

Qualche tempo fa, tra le bancarelle polverose di un autunnale mercatino delle pulci, sono stato rapito da una scatola. Il suo essere insolito, una semplice scatola “da niente” posta ai margini di una tavolo, sul quale riversava “la roba” più svariata, mi aveva rapito…

Di questi tempi

giu/24 – Confesso che andare a votare è un gesto eroico. I politici ci hanno reso la vita impossibile. Sono una cricca senza arte né parte, intenta a riprodursi, a far soldi, a sfruttare i cittadini, intaccando i beni primari di tutti. Non venitemi a dire che sono eccessivo.

SPAZI DI MEMORIA

Fra Carlo, un francescano in cammino

Fra Carlo è un sacerdote dinamico e intraprendente, semplicemente un frate francescano   entrato nella vita di molte persone che ha conosciuto sul suo cammino. E’ stato l’ultimo dei cappuccini a lasciare Chivasso, quando avevano chiuso il convento ed era stato destinato a Pinerolo, dove esiste un’infermeria per i frati anziani e malati, poi era stato destinato al convento di Bra ed ora si trova a Genova, all’ospedale San Martino a fare il cappellano, così come aveva fatto prima.
Ha frequentato Liceo Classico Virgilio di Torino, ha studiato indirizzo storico-politico presso scienze politiche a Torino, dove si è laureato nel 1977.
«Il Signore mi sta chiamando per occuparmi dei malati. Noi frati, secondo lo spirito di San Francesco, siamo pellegrini e forestieri in questo mondo; ci sono tante persone costrette a lasciare le proprie radici e il proprio Paese, fuggendo da povertà e persecuzione».

Una testimonianza …

“Siamo tutti molto dispiaciuti per la partenza di fra Carlo, che tanto ha fatto per la comunità chivassese – aveva commentato Vinicio Milani delle Acli – lui andrà via portando con sé le sue poche cose, ma lascerà a noi delle Acli e dell’Anpi, una enorme ricchezza. Con lui, in  quindici anni, abbiamo condiviso una intensa attività sociale, politica e di fede. Abbiamo apprezzato molto il suo stare insieme, una persona colta che ha saputo tanto ascoltare prima di parlare, con la sua ironia ha saputo sdrammatizzare dei momenti anche delicati senza cadere nella superficialità e nella banalità. Ho apprezzato moltissimo tutto ciò che insieme abbiamo fatto, anche da punti di vista diversi, ne conservo un buon ricordo, lo ringrazio e gli auguro con affetto una buona permanenza ovunque egli vada”.