L’esito referendario ha messo in mutande la Banda Mieloni. All’improvviso un vento trasversale ha rivelato che esiste un’altra Italia, non proprio di patrioti. E i giovani non sognano di aggiungere al libro il moschetto. Il bel paese non vuole saperne di guerra neanche di striscio. Non vuole essere complice di genocidio. Vuole togliersi la divisa, che la Banda Mieloni aspira farci indossare. Adesso non ci venga a dire, che l’economia del paese non cresce per colpa della guerra. Non è una fatalità. In Europa si cresce malgrado tutto. In Italia no. La grave crisi economica è il frutto delle nostre politiche di consenso e di appoggio sia alle scelte bellicose di Trump, che alla politica illiberale economica. Fa ridere tutto il pollaio, che la Mieloni si agiti, perché il suo amico Net ha bloccato le celebrazioni della Pasqua in terra santa. E che l’invisibile Tajani richiami con un buffetto l’ambasciatore israeliano? La Dio-Patria-famiglia, invece di sollevare della fanghiglia pseudo-cristiana, si affretti a denunciare il genocidio dei palestinesi, messo brutalmente in atto da Israele. Ma si legga almeno una volta il Vangelo!
Chi tace come un soprammobile è il patatone Salvini. Sa bene che elezioni anticipate sarebbero per lui la fine. E lui vuole svaccare il più a lungo possibile.
Morale della favola. In 4 anni di governo questa destra non è riuscita neppure a realizzare una riforma. Non volevano rifare la storia con la loro visione del mondo? In sostanza stanno facendo del nichilismo, togliendo ogni speranza agli italiani. Si identifica il Male eliminando chi ti contesta.
Mi chiedo cosa ci sta a fare in questo mondo la Banda Mieloni, se non approfittare della situazione, farne un uso strettamente parentale. Qualcuno di loro è già stato preso con le mani nel sacco, cioè a grigliarsi la bistecca. C’è chi la vuole cotta, chi cruda. Chiediamo a Lollo che se ne intende.





